stagione di F1

Il nuovo Rosberg che sta dominando la stagione di F1

Molti pensavano che quella in corso potesse essere la stagione in cui Rosberg avrebbe potuto finalmente togliersi il peso di non aver mai vinto un mondiale di F1.

Dopo la vittoria in Giappone questo pensiero si va concretizzando sempre di più e non solo perchè dopo questa gara il vantaggio sul suo compagno di squadra Hamilton è salito a 33 punti, un margine che a quattro gare dalla conclusione sembra impossibile riesca a dilapidare.

Ma i motivi per cui questo “figlio d’arte” sembra ormai destinato ad entrare nel novero di chi ha vinto almeno un mondiale di Formula1 sono diversi.

Una netta inversione di tendenza rispetto al passato

I motivi per cui Rosberg sembra destinato a rompere finalmente il tabù e a riuscire a battere il proprio ingombrante compagno di squadra vanno ricercati prima di tutto in una chiara inversione di tendenza rispetto a quello che è il recente passato.

Il Rosberg odierno è un pilota che appare cambiato sotto tutti gli aspetti e questo lo si comincia a capire guardando i dati delle due passate stagioni, quando a questo punto del campionato Hamilton era saldamente in vetta e il titolo mondiale non era mai stato realmente in discussione.

Che qualcosa sia scattato nella testa di Rosberg lo si è cominciato a percepire in realtà già al termine della passata stagione, quando fece suoi gli ultimi tre gran premi. L’anno nuovo è iniziato come era finito il precedente, ovvero con una vittoria nella gara d’esordio a cui poi ne sono seguite altre tre.

La forza mentale del nuovo Rosberg

Va detto che dopo un ottimo avvio di campionato vi è stato il ritorno di Hamilton, che prima della pausa estiva è riuscito a prendersi la vetta del mondiale.stagione di F1

A quel punto molti tra addetti ai lavori e piloti sussurrarono che anche questa stagione avrebbe confermato Rosberg come ottimo pilota ma incapace di fare il salto di qualità definitivo con un compagno di scuderia così veloce e dalla personalità ingombrante.

Questa opinione diffusa, di un pilota veloce che però sparisce quando non riesce a rimanere davanti a tutti, era dovuta a quanto visto nell’arco di tutta la carriera del pilota. Pochi si sarebbero aspettati che dopo la pausa estiva Rosberg sarebbe riuscito a riprendersi la testa de mondiale e ad arrivare a pochissime gare dal termine con un vantaggio tale da poter cominciare a fare dei calcoli per arrivare al proprio obiettivo, quello di diventare campione del mondo di Formula1.

Dopo la pausa estiva Rosberg è tornato più agguerrito che mai e ha vinto tre gare di fila, andando a riprendersi la vetta della classifica. Hamilton è apparso sorpreso dalla reazione del compagno e non è stato in grado di opporre la resistenza che ci si attendeva da un campione come lui. Secondo alcuni Rosberg ha cominciato a far fruttare il tempo trascorso come compagno di Schumacher in Mercedes: è vero che Schumi non era più il pilota-macchina dei tempi di Maranello, ma essergli compagno di scuderia è stata comunque un’esperienza utile.

Un cambiamento anche a livello mediatico

Dietro una stagione finora esaltante e che sembra ormai avere tutti i crismi di quella che porterà Nico Rosberg a vincere il suo primo titolo in Formula1, vi è anche una nuova capacità di farsi amare dal pubblico. Il pilota tedesco non è mai stato un personaggio in grado di scaldare nel bene e nel male il cuore degli appassionati.

Quest’anno le cose sono cambiate perchè Rosberg è riuscito finalmente a lasciarsi andare e a stabilire una connessione con chi segue e ama questo sport, tanto da incrementare quello che è il proprio numero di tifosi.

I numeri sono dalla sua parte

Se poi i numeri vogliono dire qualcosa, allora Rosberg è davvero nella classica “botte di ferro”. Mai nella storia di questo sport un pilota ha perso un titolo mondiale dopo aver vinto le prime quattro corse e averne vinte in totale almeno otto.

Se si pensa che dopo il Giappone Rosberg è a nove vittorie stagionali, si capisce come il mondiale di Formula1 sia ad un passo. Ora sta a lui riuscire ad entrare nella storia come colui che ha posto fine al dominio di Hamilton.

Vi è però un altro motivo che a quanto pare lo sta facendo andare così forte: la volontà di non essere più considerato semplicemente “il figlio di Keke Rosberg”, ma un campione di F1 a tutti gli effetti: e Nico sa che vincere un mondiale di F1 è l’unica via.

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