Lo zen di Steve Jobs è il primo graphic novel diventato un cult dei fumetti dedicato al fondatore di Apple e al suo rapporto con il buddismo.
Il fumetto inizia da metà degli anni ’80 quando Steve Jobs, dopo aver lasciato Apple, conobbe Kobun Chino Otogawa, un monaco buddista emigrato negli Usa dal Giappone, che gli insegnò il “kinhin” e lo introdusse al concetto di “ma”, o spazio negativo, tecniche meditative che lo avrebbero ispirato nelle sue creazioni successive.
Partendo dalla storia di un rapporto fondamentale nella vita di Jobs (Otogawa ne ha officiato il matrimonio e gli è rimasto amico finché non è morto, nel 2002), questo primo graphic novel spiega il legami tra gli insegnamenti del monaco e i momenti salienti della storia di Apple.
Forbes, Jess3 e Caleb Melby, gli autori del libro di 87 pagine edito nella versione in italiano da Rizzoli Etas, hanno voluto raccontare il rapporto del guru dell’azienda di Cupertino con la fede buddista che segna un vero e proprio punto di svolta nella vita del più grande visionario dei nostri tempi che contribuì a definire in modo inedito la personalità, le convinzioni e il senso del trascendente.




