Lady Gaga blocca Lady Goo Goo. Non è un gioco di parole ma una ingiunzione dell’Alta Corte britannica che ha diffidato la commercializzazione di un pezzo musicale firmato da Lady Goo Goo, personaggio di un gioco online della Mind Candy. Lady Goo Goo è parte dei “Moshi Monsters”, un gioco in rete per bambini tra i 6 e i 12 anni il cui scopo è allevare dei piccoli mostri attraverso la soluzione di indovinelli o rompicapi che consentono di guadagnare dei “rox” con cui si possono acquistare oggetti per il proprio “cucciolo”.
Gli sviluppatori del gioco intendevano vendere attraverso iTunes un brano intitolato “The Moshi Dance”, che costituisce una parodia di un pezzo di Lady Gaga. In realtà il pezzo già spopola su YouTube, così come “Paparazzi”, altra canzone gettonatissima sul sito di condivisione di video. Ma se i produttori della cantante avevano tollerato la diffusione di questi cartoon, ben diverso è stato l’atteggiamento di fronte alla loro commercializzazione nel mercato discografico.
Con questa sentenza, la Mind Candy non potrà più “promuovere, pubblicizzare, vendere, distribuire o rendere disponibile al pubblico in qualsiasi modo” la “Moshi Dance”. Inoltre, la ditta è stata diffidata dal commercializzare “qualsiasi video od opera musicale eseguita da un personaggio chiamato Lady Goo Goo o ogni sua variante”.
La Mind Candy, che ha oltre 50 milioni di utenti registrati, in un comunicato stampa ha espresso la propria “enorme delusione”, affermando che “i bambini conoscono benissimo la differenza tra i due personaggi”. “Non ci aspettavamo di perdere”, ha aggiunto alla BBC Michael Acton Smith, capo esecutivo dell’azienda. “Ora il personaggio di Lady Goo Goo potrebbe essere eliminato dalle nostre storie”.
La decisione dell’Alta Corte londinese farà senz’altro discutere per le ovvie implicazioni sulla giurisprudenza relativa al diritto d’autore e alle parodie. Non è comunque la prima volta che Lady Gaga attacca chi cerca di sfruttare la sua immagine senza autorizzazione. Lo scorso febbraio una denuncia era già arrivata a un noto locale di Covent Garden, dove veniva venduto il “Baby Gaga”, primo gelato prodotto anche con latte materno e servito da cameriere vestite come la nota cantante.




