Antonio Ligabue (1899-1965) è uno di quegli artisti che di solito non possono fare a meno di affascinare anche chi così appassionato d’arte in fondo non è; l’autenticità e l’assoluta immediatezza della sua pittura infatti, sono capaci di incantare anche l’osservatore più profano e distratto, vuoi per la forza dei colori accesi, vuoi per la particolarità dei soggetti ritratti, vuoi, un po’, per la sana ed evidente vena di lucida follia che inevitabilmente traspare dalle sue tele.
Non a caso Ligabue era per tutti, soprattutto per la gente del suo paese che troppo spesso lo derideva ed emarginava, “el Matt“, “il Matto“, con riferimento fin troppo esplicito ai problemi mentali e psicologici che afflissero e tormentarono il maestro nel corso della sua vita, una vita estremamente dura, fatta di continue entrate e uscite dal manicomio, di malattia, di abbandoni, di sofferenze, e ciò nonostante egli fosse (o forse proprio per questo), in realtà, un genio, uno dei maggiori del XX secolo (ma in fondo, in quale epoca e in quale mondo i geni sono stati compresi?).
Per chi avesse intenzione di conoscere meglio e più da vicino la carica espressiva unica delle sue opere, la mostra allestita attualmente a Parma presso la Fondazione Magnani Rocca, offre al visitatore 150 quadri imperdibili, tra i più riusciti e significativi della prolifica carriera di Ligabue; nella maggior parte di essi, sono raffigurati i suoi celebri animali, da quelli domestici e tipici della sua terra, a quelli esotici e feroci di cui si occupò in seguito, tutti accomunati da un chiaro tormento interiore che rifletteva poi, in fondo, quello stesso che divorava l’animo del pittore.
Dell’allestimento fa parte anche la tela che vedete in foto, il famoso “Autoritratto con moto“ del 1953, in cui potete osservare un Ligabue dall’espressione soddisfatta e felice, lontana dalle frustrazioni di sempre, dovuta al senso di potere e di rivalsa sociale che il possesso della motocicletta gli provocava.
Il titolo della mostra è “Antonio Ligabue. La follia del genio“ e se non volete perderla dovete affrettarvi perché c’è tempo per visitarla solo fino al 26 Giugno, dal Martedi al Venerdi dalle 10.00 alle 18.00, il Sabato e la Domenica dalle 10.00 alle 19.00.
Per maggiori informazioni potete telefonare al numero 0521-848327 oppure contattare il sito internet magnanirocca.




