Roma e le Opere Non Utilizzate per Ciò Che Erano State Create

Durante le nostre passeggiate romane ci siamo accorti che importanti monumenti necessitano il restauro, abbiamo scoperto che l’Italia ha bisogno di finanziamenti esteri per attuarli.

Vorrei parlare al contrario dell’enorme dispendio di denaro pubblico nella realizzazione di opere non utilizzate per ciò che erano state create. A novembre 2011 è stata inaugurata la nuova Stazione Tiburtina costata 170 milioni di euro e vari anni di lavoro.

Linea ad alta velocità, punto nevralgico di smistamento, oltre all’enorme centro commerciale appositamente costruito per il sollazzo dei passeggeri nell’attesa della partenze, una grandissima hall, servizi vari per i viaggiatori, aree per esposizioni e conferenze, molti uffici commerciali. Ebbene questa magnifica opera ad un anno e mezzo di distanza è completamente vuota, come il deserto, pochi negozi affittati, nemmeno un fantasma a passeggio per la gare.

Impossibile parcheggiare, c’è una piccola entrata laterale dove posteggiare velocemente la macchina in 3° fila sotto alla tangenziale, sperando di non beccare una multa per far scendere velocemente il viaggiatore.

Mi chiedo a questo punto: perché sono stati spesi tutti questi soldi per una struttura bellissima ma inutilizzata, completamente disconnessa dai binari (si può prendere il treno senza accedervi), e senza aver previsto una zona parcheggi? Il progetto si è rivelato per ora fallimentare.

Ci spostiamo verso Roma nord, Salaria Sport Village, quando il fiume Tevere esonda ( e negli ultimi anni succede spesso) provoca danni seri, parte dei campi sportivi vengono sommersi.

Quartiere Eur, 2 palazzi oramai fatiscenti, le torri, ex sedi del Ministero delle Finanze, in vendita da mesi. Acquistate nel 2002 per 550 milioni di euro, erano destinate a diventare appartamenti con vista laghetto su progetto dell’architetto Renzo Piano, oggi restano degli scheletri.

Tor Vergata, Città dello sport, ambizioso centro polifunzionale dell’architetto spagnolo Calatrava, lavori iniziati nel 2005. Costo previsto 60 milioni di euro, all’assegnazione della gara d’appalto diventano 120 milioni. Tra il 2006 e il 2007 i lavori di costruzione pur non avanzando vedono il raddoppio dei costi di costruzione che arrivano a 240 milioni di euro.

A dicembre 2008 viene deciso che i mondiali di nuoto non verranno più disputati a Tor Vergata in quanto la struttura non potrà essere completata in tempo e si opta per il Foro italico, presentato come già pienamente efficiente, vengono comunque stanziati 45 milioni di euro per dei lavori di ristrutturazione .

La “Città dello Sport” nel 2009 viene bloccata per mancanza di fondi nonostante si sia speso fino a quel momento 4 volte la cifra inizialmente stimata per la realizzazione dell’opera. Nel 2011, con la candidatura di Roma come sede delle Olimpiadi 2020 si decide di riattivare il cantiere di Tor Vergata, i lavori riprendono senza nessuna data certa per la consegna dell’impianto e con una cifra stimata per il completamente lavori di 660 milioni di euro, 11 volte il prezzo iniziale! (cit. Wikipedia).

Polo Natatorio di Ostia, realizzato per i Mondiali di nuoto del 2009. Appalto assegnato per circa 12 milioni di euro. I finanziamenti necessari però per la realizzazione degli impianti sono stati più del doppio, costato 26 milioni di finanziamenti pubblici e mai terminato.

Sono stati iscritti nel registro degli indagati, con l’accusa di abuso d’ufficio, quattro funzionari responsabili del procedimento dell’assegnazione dell’opera.

Il Polo risultò inoltre inadeguato perché la piscina olimpionica superava di un metro e mezzo la lunghezza standard, se ne accorsero gli atleti durante gli allenamenti, ulteriore aggravio di costi.

Venne utilizzato inoltre per attività extra-sportive in netto contrasto con il fine dell’impianto sportivo come ad esempio: le Riprese della serie televisiva “Come un delfino”, l’Evento ‘Ostia Sposa’ 2012, il Convegno dell’Associazione Colleganza Forense 2012 e come Parcheggio interno dell’impianto sportivo riservato per la stagione balneare 2011 agli abbonati dello stabilimento ‘Le Dune Village srl”.

Il comune di Roma è fallito, ogni cittadino ha un debito di circa 6000, non si possono coprire le buche e le voragini o sistemare le strade dissestate. La Sovrintendenza è senza soldi e deve svendere le opere d’arte nei magazzini dei nostri musei.

Una Roma abbandonata per un’ errata gestione del denaro. Povero Stendhal  come soffrirebbe a vedere l’odierna Roma kaput mundi!

Fonte: Samotracia

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