Atac, Metà delle Vetture in Panne Mentre Fioccano le Nomine Politiche

vetture Atac fuori servizioNei primi giorni della settimana si sono registrati picchi di 800 mezzi con guasto in linea, vale a dire che una vettura su due in servizio ha segnalato un malfunzionamento”.

Non c’è solo la Metro B tra i problemi della viabilità della capitale. I disagi creati dall’Atac ai romani sono finiti in consiglio comunale, dove Massimiliano Valeriani del Pd ha snocciolato i drammatici numeri di un’azienda che, a fronte di un servizio da Terzo mondo, ha recentemente aumentato i prezzi del 50% e ridotto molte agevolazioni per giovani e anziani. Il consigliere ha parlato di “vero e proprio record” dei guasti, con una media giornaliera di 650 vetture non funzionanti su un totale di 1600.

L’Atac si difende ricordando che dal 2013 cominceranno ad entrare in funzione le nuove vetture, che verranno acquistate tramite leasing finanziario in base alla decisione presa dal cda dell’azienda lo scorso 12 aprile. “Atac provvederà a rinnovare la flotta in regime di totale autofinanziamentoLe risorse necessarie sono state recuperate da Atac grazie all’efficientamento dei processi aziendali”, recita il comunicato della compagnia.

Al danno, dunque si aggiunge la beffa per i romani: l’aumento dei prezzi del 50% viene definito “autofinanziamento”. La realtà è che l’inefficienza del servizio e l’obsolescenza delle macchine vengono fatte pagare ai viaggiatori, così come i problemi finanziari di un’azienda indagata per indebite assunzioni di parenti di politici.

Già, perché visto il vergognoso comportamento di questa municipalizzata del Comune di Roma, vale la pena ricordare che i pm stanno focalizzando la loro attenzione sull’assunzione per chiamata diretta di ben 854 persone (!!!) prive dei requisiti necessari per l’impiego.

Saranno questi, se riconosciuti colpevoli, a pagare il disservizio che costringe i romani a viaggiare ammassati come bestiame a temperature equatoriali? Ne dubitiamo.
I criteri di assunzione dell’Atac, specie quelli relativi a ruoli dirigenziali, non sono contestati solo dalla sinistra. Francesco Aracri del Pdl, per esempio, si chiede se “all’Atac si lavori al buio o di nascosto”.

Ritengo che il management dell’Azienda debba spiegare ai cittadini e a tutti noi i criteri di scelta delle nomine e chiarirci alcune mosse fatte che paiono oscure”, lamenta l’esponente del centrodestra, che aggiunge: “Se è vero che, per realizzare la struttura organizzativa, Atac avrebbe utilizzato tre diverse società di consulenza spendendo oltre duecentomila euro, non si capisce come addetti di biglietteria sarebbero stati collocati con ruoli amministrativi in posizioni da quadro, personale impiegatizio non quadro messo alla gestione di due o tre officine a testa. E poi decine di posizioni organizzative lasciate vuote ad arte , personale senza titoli e qualifiche messo in ruoli tecnici chiave oltre a diverse e molteplici promozioni sospette che vengono denunciate in questi giorni e giustamente evidenziate dai giornali”.

Nel frattempo in Atac patrimonio, evitando anche i necessari passaggi del Cda, sono stati nominati nuovi dirigenti – ha concluso Aracri – ma se risponde alla realtà quanto riportato dalla stampa, vorrei sapere: come si coniuga tutto questo con i criteri di merito e di contenimento dei costi che erano stati più volte preannunciati dall’Assessore, dall’Amministratore Delegato e dal Direttore Generale?”.

Photo Credits: Fuori le Mura

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