Islanda, Porto Franco dell’Informazione

Il Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer (MODIS) a bordo del satellite "Terra" ha scattato questa immagine il 9 marzo 2011Il parlamento islandese decide, approvando all’unanimità la proposta di legge della deputata Birgitta Jonsdottir, di diventare porto franco dell’informazione. Così come protegge Wikileaks, proteggerà coloro che si faranno carico di pubblicare su internet notizie coperte da segreto militare, di stato o societario che abbiano un interesse sociale. Basterà connettersi ad Internet da un server con base in Islanda.

L’Islanda non potrà impedire che queste notizie vengano divulgate e non tenterà di individuare chi le abbia pubblicate. Inoltre non perseguirà coloro che siano stati condannati in altri stati purchè le trasgressioni non contrastino con le norme interne. Per fare ciò dovranno modificare 14 leggi della loro costituzione e si prevede che occorrerà circa un anno per ottenere queste variazioni.

Il server islandese sarà protetto anche nel caso in cui uno stato straniero o un privato decidano di perseguire la società per diffamazione così invece di impelagarsi in processi lunghi e costosissimi potrà rispondere a queste querele davanti ad una corte dell’isola, accusando costoro di minacciare la libertà di informazione.

Tutto il contrario di quello che sta succedendo in Italia dove il web è a rischio censura da parte dell’Agcom, l’autorità garante delle comunicazioni, che con la nuova regolamentazione definita dagli esperti incostituzionale, se accettata, potrà chiudere siti web e rimuovere i contenuti sospettati di violare il copyright.

La campagna di espansione economica dell’Islanda, volta a superare la crisi finanziaria del paese, ha preso di mira anche le server farm sempre più attratte dal clima rigido dell’isola che permette di mantenere stabili le temperature delle macchine e di abbattere i costi elevati dei condizionatori.

Ph.: NASA Goddard Photo and Video

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