Il PIL è il prodotto interno lordo ai prezzi di mercato. È il risultato finale dell’attività produttiva delle unità residenti in un Paese ed è pari alla somma del valore aggiunto ai prezzi base delle branche, aumentata dell’IVA, delle imposte indirette sulle importazioni e delle imposte indirette nette sui prodotti.
Nel 2010 l’economia italiana ha fatto registrare una crescita del PIL dell’1,3%, ed è aumentato territorialmente dell’1,7% nel Nord-Ovest, del 2,1% nel Nord-Est, dell’1,2% nel Centro e dello 0,2% nel Mezzogiorno.
Nel grafico qui sotto si vede la flessione del PIL dell’Italia, passato dai 2mila,297 miliardi di dollari dell’anno 2008 ai 2mila,113 miliardi dell’anno 2009, confrontato con il PIL della Germania, il Paese più forte ecomomicamente della Comunità Europea anche lui in flessione, e della Grecia, il Paese più debole che stà soffrendo maggiormente la crisi economica mondiale.
Per mettere a confronto il PIL della Germania e della Grecia con quello dell’Italia ho usato Public Data Explorer, una funzione di Google che permette di consultare i dati pubblici dei Paesi di tutto il Mondo.
Fonte: Istat
Ph.: guitargoa




