Il 25% delle donne malate riduce il dosaggio dei farmaci o sospende la cura a causa del costo delle medicine. Lo riferisce un’indagine dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (ONDA).
Secondo questa ricerca, sette donne su dieci sostituirebbero il farmaco specifico di marca con quello generico equivalente, ma non lo fanno perché i medici tendono a sconsigliare questa scelta.
Eppure, rileva l’Osservatorio, molte donne in menopausa soffrono di vari disturbi, dall’osteoporosi al diabete, dalla depressione a problemi cardiovascolari. In questi casi, sottolinea lo studio, i farmaci generici avrebbero spesso la stessa efficacia e consentirebbero un notevole risparmio.
In particolare, sono le donne che soffrono di osteoporosi e depressione ad avvertire il problema dei costi dei farmaci, che arrivano a 25-30 euro al mese, quasi tutti a carico personale.
Secondo Francesca Merzagora, presidente di Onda, se i farmaci generici fossero più conosciuti si verificherebbero meno rischi di interruzione del trattamento dovuta ai costi. Il problema è che il 44% delle 1019 donne tra i 35 e i 75 anni intervistate si ritiene poco informato sul tema e solo la metà utilizza i generici.
Particolarmente rilevante è poi il dato secondo cui il 46% delle donne interpellate ha affermato che sarebbe passata al farmaco generico se il Parlamento avesse approvato il decreto che obbligava il medico curante a indicare su ogni prescrizione la possibile sostituibilità del farmaco specifico.
Un mancato provvedimento su cui ovviamente ha pesato lo strapotere della lobby delle case farmaceutiche. Secondo Merzagora, per offrire alla donna la sicurezza di cui necessita, “serve più sensibilizzazione e rassicurazione da parte dei medici”.
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