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	<title>Ambiente</title>
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	<description>L&#039;altro lato della notizia...</description>
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		<title>Risparmiare Acqua e Soldi Cambiando Alcune Semplici Abitudini</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 13:14:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Riccini Margarucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Come Fare]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio Equo e Solidale]]></category>
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		<category><![CDATA[miscelatori d'aria]]></category>
		<category><![CDATA[riduttori di flusso]]></category>

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		<description><![CDATA[Con pochi gesti e accortezze quotidiane si può risparmiare acqua e soldi sulla bolletta. Il primo intervento da fare.. Ecco alcuni consigli.. <a href="http://www.promoblog.it/ambiente/2013/02/25/risparmiare-acqua-e-soldi-cambiando-alcune-semplici-abitudini/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Risparmiare sulla bolletta dell'acqua e soldi cambiando alcune semplici abitudini" src="http://eatsmartdietsolution.com/wp-content/uploads/2012/10/Heart-Water-Drop-big.jpg" alt="Risparmiare sulla bolletta dell'acqua e soldi cambiando alcune semplici abitudini" width="322" height="240" />Con pochi gesti e accortezze quotidiane si può ridurre lo spreco di acqua e in più <strong>risparmiare sulla bolletta</strong>. Il primo intervento da fare è<span id="more-1207"></span> utilizzare i miscelatori d&#8217;aria nei rubinetti e nelle docce o riduttori di flusso.</p>
<p>È una piccola aggiunta alla bocchetta del rubinetto in grado di miscelare l&#8217;acqua in uscita con l&#8217;aria. Si arriva a risparmiare quasi la metà dell&#8217;acqua utilizzata.</p>
<p>Altri consigli: quando ci laviamo i denti basterebbe aprire il rubinetto per bagnare lo spazzolino inizialmente e poi per sciacquarsi la bocca (se si usa un bicchiere si utilizzano 200 ml di acqua).</p>
<p>La stessa cosa vale quando ci si lava le mani. Durante l’insaponatura non occorre lasciare il rubinetto aperto.</p>
<p style="text-align: center;">Leggi anche: <strong><a title="Quanto Arsenico c’è nell’Acqua di Rubinetto e in Bottiglia" href="http://www.promoblog.it/ambiente/2011/06/13/quanto-arsenico-ce-nellacqua-di-rubinetto-e-in-bottiglia/" target="_blank">Quanto Arsenico c’è nell’Acqua di Rubinetto e in Bottiglia</a> | </strong><strong><a title="Acqua Potabile: Rubinetto vs Bottiglia" href="http://www.promoblog.it/ambiente/2011/02/07/acqua-potabile-rubinetto-vs-bottiglia/" target="_blank">Acqua Potabile: Rubinetto vs Bottiglia</a></strong></p>
<p>Quando si lavano i piatti basterebbe usare un contenitore con l’acqua da utilizzare per insaponare le stoviglie e poi sciacquarle sotto il rubinetto.</p>
<p>Basta chiuderlo e riaprirlo all’occasione. Il rubinetto aperto getta circa 10 litri al minuto. Pensiamo quanta acqua potabile potremmo risparmiare. L’acqua potabile è un bene prezioso di tutti.</p>
<p>Potete acquistare i miscelatori d&#8217;aria sul sito internet <a title="Riduttori di flusso in vendita su commercioetico.com" href="http://www.commercioetico.it/filtro/3/EcoCasa/9/Risparmio-e-Trattamento-Idrico/66/Riduttori-di-flusso.aspx" target="_blank">commercioetico.it</a> o nei siti di commercio equo e solidale.</p>
<p>Photo Credits: <a title="Water: The Key To Life" href="http://eatsmartdietsolution.com" target="_blank">Water: The Key To Life</a></p>
<a class="synved-social-button synved-social-button-share synved-social-provider-pinterest" data-provider="pinterest" target="_blank" rel="nofollow" title="Pin it with Pinterest" href="http://pinterest.com/pin/create/button/?url=http%3A%2F%2Fwww.promoblog.it%2Fambiente%2F2013%2F02%2F25%2Frisparmiare-acqua-e-soldi-cambiando-alcune-semplici-abitudini%2F&#038;media=&#038;description=Risparmiare+Acqua+e+Soldi+Cambiando+Alcune+Semplici+Abitudini"><img alt="pinterest" class="synved-share-image" width="48" style="width:48px;margin:0;margin-bottom:2px;" src="http://www.promoblog.it/ambiente/wp-content/plugins/social-media-feather/synved-social/image/social/regular/48x48/pinterest.png" /></a>]]></content:encoded>
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		<title>Risparmiare e Rispettare l&#8217;Ambiente con Tomra, la Macchina Riciclatrice dei Vuoti a Rendere</title>
		<link>http://www.promoblog.it/ambiente/2013/02/19/risparmiare-e-rispettare-lambiente-con-tomra-la-macchina-riciclatrice-dei-vuoti-a-rendere/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 16:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Riccini Margarucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come Fare]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[alluminio]]></category>
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		<category><![CDATA[macchina riciclatrice]]></category>
		<category><![CDATA[pet]]></category>
		<category><![CDATA[raccoglitori automatici]]></category>
		<category><![CDATA[Tomra]]></category>
		<category><![CDATA[vuoti a rendere]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia alcuni supermercati rimborsano 1 centesimo sottraendolo dalla spesa per i vuoti a rendere riciclati con la macchina riciclatrice... <a href="http://www.promoblog.it/ambiente/2013/02/19/risparmiare-e-rispettare-lambiente-con-tomra-la-macchina-riciclatrice-dei-vuoti-a-rendere/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Tomra" src="http://www.rditalia.com/images/stories/LocandinaSigma.bmp" alt="Tomra" width="250" height="300" /></p>
<p>In Italia alcuni supermercati rimborsano 1 centesimo sottraendolo dalla spesa per i vuoti a rendere riciclati con la<span id="more-1205"></span> macchina riciclatrice Tomra.</p>
<p>Il distributore è fabbricato dall&#8217;azienda norvegese <a title="Sito della Tomra" href="http://www.tomra.com/" target="_blank">Tomra Systems ASA</a>. È semplicemente un sistema di raccolta per rifiuti, sotto forma di distributore automatico, che invece di dare, riceve e <strong>permette di risparmiare e rispettare l&#8217;ambiente con il riciclo</strong>.</p>
<p>In Italia è presente grazie ad un contratto stipulato con la società partenopea <a title="Sito web di RDItalia" href="http://www.rditalia.com/" target="_blank">RDItalia Raccolta Differenziata S.r.l.</a>.</p>
<p>Si, avete letto bene! La società R. D. Italia Raccolta Differenziata S.r.l., si trova a Napoli, esattamente, in Via Nuova Marina, 20.</p>
<p>In sostanza il distributore separa le bottiglie di plastica pet, le lattine in alluminio sul posto. Dopo aver introdotto il contenitore vuoto nella macchina un raggio laser le scansiona, le riconosce grazie ad un microprocessore che segna marca e numero di contenitori ed infine le separa per il riciclaggio.</p>
<p>Ad ogni articolo “riciclato” si ottiene uno scontrino col quale si possono ottenere sconti sul parcheggio, sui biglietti dell’autobus, e sugli abbonamenti urbani in genere che non sono altro i soldi che si è spesi per il contenitore della bibita appena consumata.</p>
<p>Per trovare i distributori Tomra basta controllare nella mappa sotto. Questo macchinario è già utilizzato in più di 40 paesi nel mondo.</p>
<p><iframe src="https://maps.google.it/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;msid=207538893737080849904.00044ee95ce18c881b73b&amp;source=embed&amp;t=m&amp;ll=41.04311,14.194336&amp;spn=0.362515,0.878906&amp;z=10&amp;output=embed" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="640" height="350"></iframe><br />
<small>Visualizza <a style="color: #0000ff; text-align: left;" href="https://maps.google.it/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;msid=207538893737080849904.00044ee95ce18c881b73b&amp;source=embed&amp;t=m&amp;ll=41.04311,14.194336&amp;spn=0.362515,0.878906&amp;z=10">(AV) Raccoglitori Automatici Pet e Alluminio</a> in una mappa di dimensioni maggiori</small></p>
<p>Fonte: <a title="Sito web di RDItalia" href="http://www.rditalia.com/" target="_blank">RDItalia</a></p>
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		<title>Fa&#8217; la cosa giusta! Festeggia il suo Decimo Anno di Vita</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2013 16:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Riccini Margarucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredamento Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Fa' la cosa giusta!, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, festeggia al Fiera Milano i dieci anni di vita <a href="http://www.promoblog.it/ambiente/2013/01/25/fa-la-cosa-giusta-festeggia-il-suo-decimo-anno-di-vita/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignnone" title="Fa' la cosa giusta!" src="http://farm5.staticflickr.com/4059/4431801471_2ebb435eee_z.jpg" alt="Fa' la cosa giusta!" width="640" height="427" /><a title="Fa' la cosa giusta!" href="http://www.falacosagiusta.org" target="_blank">Fa&#8217; la cosa giusta!</a></strong></em>, <strong>la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili,</strong> festeggia i<span style="line-height: 24px;">l suo</span><span style="line-height: 24px;"> decimo anno di vita</span> dal<span id="more-1197"></span> 15 al 17 marzo al <strong><a title="Fieramilanocity" href="http://www.fieramilano.it/" target="_blank">Fiera Milano</a>.</strong></p>
<p><strong></strong>Saranno proposti, centinaia di prodotti innovativi, servizi e attività per vivere la quotidianità in un modo più giusto e sostenibile sia per l&#8217;uomo che per l&#8217;ambiente e per le proprie tasche.</p>
<p>Organizzatori dell&#8217;evento sono <a title="Terre di mezzo Eventi" href="http://falacosagiusta.terre.it/" target="_blank">Terre di mezzo Eventi</a> e <a title="Insieme nelle Terre di mezzo onlus" href="http://associazione.terre.it/sezione03/1/" target="_blank">Insieme nelle Terre di mezzo onlus</a>. L&#8217;edizione 2012 ha visto la partecipazione di oltre 67mila visitatori, 700 espositori e 2000 studenti appartenenti a 100 scuole di ogni ordine e grado.</p>
<p><strong>La sezione speciale di quest&#8217;anno sarà dedicata alla mobilità sostenibile e ospiterà al suo interno <a title="Elettrocity" href="http://falacosagiusta.terre.it/?idm=3&amp;idn=183" target="_blank">Elettrocity</a></strong> - in collaborazione con GESPI spa &#8211;  <strong>il primo temporary store in Europa</strong> dedicato ai mezzi di trasporto elettrici messi a disposizione da oltre 100 produttori. Sarà possibile testare microcar, elettroscooter e moto attualmente in commercio per scoprire tutti i vantaggi della mobilità a basso impatto ambientale.</p>
<p>Saranno presenti i rappresentanti delle due ruote a pedale con produttori, associazioni di ciclisti e istituzioni che porteranno in fiera nuove proposte, bici tradizionali o pieghevoli e i nuovi progetti di mobilità urbana.</p>
<p>Per coloro che verranno a Fa&#8217; la cosa giusta! in bicicletta sarà messo a disposizione un ampio parcheggio bici con la possibilità di riparare la propria bici partecipando a uno dei corsi pratici della <strong>Ciclofficina</strong>. E per i più piccoli ci saranno spettacoli educativi e prove pratiche di educazione stradale su un mini-circuito per imparare a muoversi in città, in bici e a piedi.</p>
<p>Sempre per i bimbi saranno dedicate anche molte altre iniziative tra cui laboratori di cucina dedicati espressamente a loro e persino un laboratorio per imparare a costruire giocattoli utilizzando materiali di recupero (carta, plastica e legno), tenuto da <strong>toy designer professionisti</strong>.</p>
<p>Quest&#8217;anno i cuochi brasiliani del <strong>progetto di cucina contro gli sprechi</strong> <strong><a title="Cozinha Brazil" href="http://www.sesi.org.br/portal/main.jsp?lumChannelId=8A90153D14DB3C990114DB7B947F4257" target="_blank">Cozinha Brazil</a></strong>, organizzato da SESI &#8211; organizzazione non profit brasiliana che promuove servizi sociali rivolti ai lavoratori dell&#8217;industria e ai loro familiari e presentato a <strong><a title="Fa' la cosa giusta! 2012" href="http://www.promoblog.it/ambiente/2012/03/19/fa-la-cosa-giusta-fiera-del-consumo-critico-e-degli-stili-di-vita-sostenibili/" target="_blank">Fa&#8217; la cosa giusta! 2012</a> </strong>- proporranno in chiave italo-brasiliana laboratori di cucina con le parti “di scarto” degli alimenti, in cui imparare a preparare ottimi piatti con le parti meno valorizzate dei prodotti che entrano nelle nostre dispense, e organizzeranno dei corsi di formazione in collaborazione con il Comune di Milano.</p>
<p><strong>Tra le novità di questa edizione</strong>: l&#8217;”<strong>autoproduzione digitale</strong>”. Saranno infatti presenti associazioni e laboratori che propongono l&#8217;utilizzo di tecnologie innovative come l&#8217;incisione laser e le stampanti 3D che permettono di creare oggetti tridimensionali a partire da fogli o fili di plastica fusa per la realizzazione di oggetti realmente a km zero, perché prodotti direttamente dal cliente finale.</p>
<p><strong>Fa&#8217; la cosa giusta! sarà anche quest&#8217;anno occasione per imparare a fare da sé</strong>: laboratori di pasta madre e di cake design con coloranti e prodotti sostenibili. Ma anche degustazioni e incontri per scoprire sapori, caratteristiche organolettiche e gli abbinamenti migliori tra formaggi, vino e birre artigianali.</p>
<p>L&#8217;edizione di quest&#8217;anno riserverà particolare attenzione alle aziende e al B2B, in cui gli operatori della <strong>green economy</strong> avranno uno spazio dedicato per incontrare i propri clienti e fornitori.</p>
<p>Presenti anche le sezioni tematiche dedicate all&#8217;<strong>arredamento sostenibile</strong>, alla <strong>moda etica</strong>, al <strong>mondo dell&#8217;infanzia</strong>, al <strong>turismo consapevole</strong>, alla <strong>cosmesi naturale</strong>, all&#8217;<strong>associazionismo</strong> e al <strong>commercio equo e solidale</strong>.</p>
<p>Fonte: <a title="Fa' la cosa giusta!" href="http://www.falacosagiusta.org" target="_blank">Fa&#8217; la cosa giusta!</a><br />
Photo Credits: <a title="br1dotcom" href="http://www.flickr.com/photos/br1dotcom/" target="_blank">br1dotcom</a></p>
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		<title>Un Nuovo Strumento per Ricavare Energia Elettrica dai Treni</title>
		<link>http://www.promoblog.it/ambiente/2013/01/20/un-nuovo-strumento-per-ricavare-energia-elettrica-dai-treni/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 18:34:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Riccini Margarucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia Elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[Energie Alternative]]></category>
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		<category><![CDATA[MMR-based Railroad Energy Harvester]]></category>
		<category><![CDATA[movimento dei treni]]></category>
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		<category><![CDATA[ridurre l'impatto ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[U.S. Department of Transportation’s University Transportation Research Center]]></category>
		<category><![CDATA[vibrazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricavare energia elettrica dai treni si può. Ciò è possibile grazie al Railroad Energy Harvester, uno strumento in grado di convertire il.... <a href="http://www.promoblog.it/ambiente/2013/01/20/un-nuovo-strumento-per-ricavare-energia-elettrica-dai-treni/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://assets.inhabitat.com/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/11/Railroad-Track-Energy-Harvester-537x342.jpg" alt="" width="637" height="400" />Ricavare energia elettrica dai treni si può. Ciò è possibile attraverso il <strong>MMR-based Railroad Energy Harvester</strong>, un strumento che<span id="more-1189"></span> si può definire in italiano “raddrizzatore meccanico”.</p>
<p>Applicato ai binari, e attraverso una coppia di frizioni, il congegno è in grado di convertire il movimento oscillatorio prodotto dal passaggio di un convoglio ferroviario in un moto unidirezionale, che permette a un generatore collegato di ruotare, e dunque produrre energia elettrica in grandi quantità.</p>
<p>Un’invenzione sensazionale, quella realizzata da un gruppo di ricercatori della Stony Brook University, negli Stati Uniti. L’elettricità prodotta dal Railroad Energy Harvester potrebbe garantire risparmi notevoli per la gestione del sistema ferroviario americano, il più esteso e costoso del mondo.</p>
<p><img class="alignleft" style="line-height: 24px; font-size: 16px;" title="Railroad Energy Harvester" src="http://www.techaw.com/wp-content/uploads/2012/12/Railroad-Energy-Harvester-Stony-Brook-University.jpg" alt="Railroad Energy Harvester" width="300" height="224" /></p>
<p>Nel solo Stato di New York si calcolano minori spese annue fino a 10 milioni di dollari. Secondo Lei Zuo professore della University&#8217;s Department of Mechanical Engineering e inventore dell&#8217;Harvester &#8220;<em>l’energia elettrica prodotta dai treni potrebbe alimentare tutti gli impianti delle stazioni periferiche, dei passaggi a livello, di biglietterie, </em><em>segnalatori luminosi e vocali</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Minori costi per la produzione di elettricità significherebbero ridurre la produzione di anidride carbonica (CO2), intorno alle 3 mila tonnellate all’anno in meno, e l&#8217;impatto ambientale.</strong> Anche l’ambiente, insomma, potrebbe trarre evidenti vantaggi dalla scoperta.</p>
<p>Non è un caso che gli scienziati della Stony Brook abbiano già raccolto il premio nazionale della Energy Harvesting. Il <strong>brevetto MMR</strong>, intanto, è già stato concesso in licenza a un costruttore del settore, ed ha raccolto il sostegno di diversi enti, tra cui l’U.S. Department of Transportation’s University Transportation Research Center (UTRC-II).</p>
<p>Questo articolo è stato originariamente pubblicato su <a title="TuttoGreen" href="http://www.tuttogreen.it/dalle-vibrazioni-dei-treni-energia-per-muoverli/" target="_blank">TuttoGreen</a>.</p>
<p>Photo Credits: <a title="Inhabitat" href="http://inhabitat.com/" target="_blank">Inhabitat</a>, <a title="Techaw" href="http://www.techaw.com/" target="_blank">Techaw</a></p>
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		<title>Costruzioni di Bambù per Fronteggiare l&#8217;Emergenza Abitativa</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 17:06:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Riccini Margarucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Impatto Ambientale]]></category>
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		<description><![CDATA[Diversi Paesi riescono a fronteggiare l'emergenza abitativa con le costruzioni di bambù. Il suo costo è pari a circa 1/3 delle costruzioni... <a href="http://www.promoblog.it/ambiente/2013/01/10/costruzioni-di-bambu-per-fronteggiare-lemergenza-abitativa/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Case di bambù in mostra all'Università Tongji di Shanghai. La casa di bambù costruita dai studenti dell'università cinese combina la tradizionale architettura orientale con le nuove tecnologie. Comprende un tetto curvo, una struttura di bambù, i più avanzati sistemi solari, di temperatura, di controllo dell'umidità e di isolamento ad elevato livello termico. Essa ha anche un semi-giardino recintato con pareti di bambù che hanno la vista sul fiume Manzanares.  Per questo concorso, il Team Tongji ha trovato nuovi usi per l'energia solare con il bambù e la costruzione di case. Con il bambù sono stati in grado di ridurre le emissioni di CO2. Questa materia prima è localmente coltivata in Cina in cicli di cinque anni.  Per quanto riguarda la produzione di energia e consumo, si sono concentrati su sistemi fotovoltaici, sistemi termici e tecnologie innovative per la realizzazione dell'involucro di isolamento della casa. Essi hanno anche utilizzato materiale a cambiamento di fase (PCM), sistemi di aria condizionata e pareti di copertura." src="http://farm2.staticflickr.com/1333/4722493883_15e440a9c7_o.jpg" alt="Case di bambù in mostra all'Università Tongji di Shanghai. La casa di bambù costruita dai studenti dell'università cinese combina la tradizionale architettura orientale con le nuove tecnologie. Comprende un tetto curvo, una struttura di bambù, i più avanzati sistemi solari, di temperatura, di controllo dell'umidità e di isolamento ad elevato livello termico. Essa ha anche un semi-giardino recintato con pareti di bambù che hanno la vista sul fiume Manzanares.  Per questo concorso, il Team Tongji ha trovato nuovi usi per l'energia solare con il bambù e la costruzione di case. Con il bambù sono stati in grado di ridurre le emissioni di CO2. Questa materia prima è localmente coltivata in Cina in cicli di cinque anni.  Per quanto riguarda la produzione di energia e consumo, si sono concentrati su sistemi fotovoltaici, sistemi termici e tecnologie innovative per la realizzazione dell'involucro di isolamento della casa. Essi hanno anche utilizzato materiale a cambiamento di fase (PCM), sistemi di aria condizionata e pareti di copertura." width="640" height="460" />Il bambù, prodigioso materiale green con un <strong>elevatissimo grado di leggerezza, resistenza e crescita dimensionale</strong>, è definito “legno dei poveri” in India, “amico della gente” in Cina e “fratello” in Vietnam, e trova oggi numerosi impieghi in diversi settori, dall’arredamento ai<span id="more-1184"></span> giocattoli, dal cibo alle finiture di componenti di computer.</p>
<p>Molto diffuso in Asia, America Latina ed Africa, l’uso del bambù per la realizzazione di costruzioni è stato per un periodo dell’epoca moderna abbandonato per lasciar spazio a legno e cemento; recentemente si assiste ad una <strong>maggiore diffusione di questo materiale naturale</strong>, sia nei territori di cui è originario, sia nella parte occidentale del globo.</p>
<p>La natura fibrosa dei suoi tessuti conferisce al bambù una <strong>straordinaria resistenza</strong>, maggiore sia in trazione che in compressione di quella del legno, maggiore in trazione di quella dell’acciaio, maggiore in compressione di quella del calcestruzzo.</p>
<p>Esistono oltre <strong>1.300 varietà</strong> di questa pianta; essa <strong>cresce con grande rapidità</strong>, anche sino a 60 cm al giorno, adattandosi a diverse condizioni atmosferiche. Il <strong><a title="culmo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Culmo" target="_blank">culmo</a></strong> viene tagliato e lavorato con grande facilità, generalmente all’età di 3 o 4 anni di vita della pianta.</p>
<p>La <strong>resistenza del bambù ad attacchi di funghi ed insetti</strong> può essere incrementata grazie alla scelta della specie più adatta, all’età della pianta ed ai successivi trattamenti per l’essiccazione e per la protezione, attraverso l’immersione in acqua o sabbia, o l’essiccazione col fumo, tutti metodi interamente naturali.</p>
<p>Nella progettazione <strong>è fondamentale prestare attenzione agli elementi strutturali di fondazioni ed alla copertura</strong>, per i quali deve essere prevista la protezione da acqua e luce, consentendo alle strutture di ridurre il loro grado di deteriorabilità e di aumentare la resistenza nel tempo.</p>
<p>La <strong>sostenibilità del bambù</strong> come materiale da costruzione è presente in tutte le fasi del suo ciclo di vita: durante la coltivazione non vengono impiegati pesticidi o fertilizzanti; il suo uso permette la riduzione di emissioni di gas serra rispetto al cemento. La diffusione presso le popolazioni più povere consente la presenza di colture utilizzate a livello locale per la realizzazione di strutture per <strong>fronteggiare l’emergenza abitativa</strong>; il costo è pari a circa 1/3 delle costruzioni tradizionali.</p>
<p>Un aspetto negativo riguarda il trasporto: anche il bambù utilizzato in Europa e negli USA proviene dalle colture presenti in Cina, Vietnam, America Latina e India, rendendo l’impatto un po’ meno sostenibile!</p>
<p>Questo articolo in inglese è stato originariamente pubblicato su <strong><a title="ArchitetturaEcosostenibile" href="http://www.architetturaecosostenibile.it/materiali/bambu/materiali-green-bambu-costruzioni-127.html" target="_blank">ArchitetturaEcosostenibile</a></strong>.<br />
Photo Credits: <a title="Inhabitat" href="http://www.flickr.com/photos/inhabitat/" target="_blank">Inhabitat</a></p>
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		<title>Firma la Petizione per Fermare il Massacro dei Falchi dell&#8217;Amur in India</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 19:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Riccini Margarucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
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		<description><![CDATA[Ogni ottobre, i falchi amur migrano in Nagaland. I cacciatori ne uccidono oltre 15.000 di questi rapaci tutti i giorni per il consumo locale e la vendita... <a href="http://www.promoblog.it/ambiente/2013/01/04/firma-la-petizione-per-fermare-il-massacro-dei-falchi-dellamur-in-india/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Falco dell'Amur illegalmente intrappolato! © Conservation India" src="https://www.justgiving.com/Utils/imaging.ashx?width=400&amp;imageType=frpphoto&amp;img=112012%2f01f01dc6-9067-4c7c-8fc6-ebd53f0597f1.jpg" alt="Falco dell'Amur illegalmente intrappolato! © Conservation India" width="360" height="270" />Nella regione del Nagaland ogni anno vengono catturati e uccisi migliaia di <strong><a title="falchi dell'Amur - Wikipedia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Falco_amurensis" target="_blank">falchi dell&#8217;Amur</a></strong> (<strong><a title="Falco amurensis" href="http://www.birdlife.org/datazone/speciesfactsheet.php?id=3604" target="_blank">Falco amurensis</a></strong>), durante il loro passaggio verso le coste africane. Il massacro è stato<span id="more-1178"></span> documentato per la prima volta il primo novembre scorso da Shashank Dalvi e Ramki Sreenivansan sul sito che promuove la campagna &#8216;<strong><a title="Conservation India" href="http://www.conservationindia.org/" target="_blank">Conservation India</a></strong>‘, dove si legge fra l&#8217;altro che “<em>ogni anno durante il loro passaggio in Nagaland viene uccisa una cifra impressionante di uccelli, tra le 120 e le 140.000 unità</em>”.</p>
<p>Ogni ottobre, un grande numero di falchi dell&#8217;Amur provenienti dalla Siberia giunge nel nord-est dell&#8217;India e in Bangladesh, sulla rotta della loro destinazione finale: Somalia, Kenya e Sud-Africa. I falchi dell&#8217;Amur percorrono ogni anno più di ventiduemila chilometri, compiendo una delle più lunghe rotte migratorie tra i volatili.</p>
<p>Il mese scorso un gruppo di attivisti (Ramki Sreenivasan per “Conservation India”, Shashank Dalvi, Bano Haralu, Rokohebi Kuotsu) si sono recati in Nagaland per raccogliere informazioni sulle migliaia di falchi uccisi sulle sponde della riserva del Doyang durante il loro passaggio nella regione. Hanno accompagnato un gruppo di cacciatori, per poi <strong><a title="documentare quanto segue" href="http://www.conservationindia.org/campaigns/amur-massacre/" target="_blank">documentare quanto segue</a></strong>:</p>
<p>I falchi passano la loro giornata sui cavi di trasmissione (inaccessibili ai cacciatori) per poi ridiscendere verso la foresta, lungo le rive della riserva e appollaiarsi in zona (guarda la mappa sotto). I cacciatori senza scrupoli sfruttano questo particolare tipo di comportamento per posizionare grandi reti da pesca (30-40 metri di lunghezza, 10-12 metri di larghezza) tutto intorno ai luoghi scelti dai falchi come rifugio.</p>
<p><img class="alignnone" title="Mappa di Google." src="http://www.conservationindia.org/wp-content/files_mf/Netting-location.jpg" alt="Mappa di Google." width="640" height="440" /></p>
<p>Grandi quantità di uccelli cadono nelle reti. I falchi vi si impigliano mentre tornano al nido in tarda serata o quando lo abbandonano la mattina presto. Le reti sono permanenti e ogni mattina i cacciatori rimuovono gli uccelli rimasti intrappolati, e vengono piazzate lungo tutta l&#8217;area scelta come posatoio, non concedendo quindi ai falchi nessuna area sicura. Percorsi e sentieri vengono cancellati per fare spazio alle reti.</p>
<p>Ecco un video della terribile mattanza (attenzione: immagini forti).</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/52660865?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" frameborder="0" width="640" height="360"></iframe></p>
<p><a href="http://vimeo.com/52660865">The Amur Falcon Massacre, Doyang, Nagaland</a> from <a href="http://vimeo.com/conservationindia">Conservation India</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><strong>Queste alcune cifre raccapriccianti</strong>: Ogni gruppo di caccia posiziona almeno 10 reti. Approssimativamente, vengono catturati circa 18 uccelli per rete; quindi ogni gruppo cattura circa 180 uccelli al giorno. Questo è stato confermato dalle interviste ai cacciatori. Siamo anche stati informati che ogni giorno sono all&#8217;opera circa 60-70 gruppi di cacciatori. Tutto questo vuol dire che durante i picchi migratori vengono catturati dai 12.000 ai 14.000 falchi.</p>
<p>Ogni volatile viene poi venduto porta a porta nei villaggi vicini come cibo fresco per circa 25 Rupie (0,5 dollari USA). <strong><a title="Le indagini" href="http://tntmagazine.in/news/assam/migratory-birds-a-season-for-villagers/" target="_blank">Le indagini</a></strong> affermano che gli abitanti locali possono guadagnare qualche migliaio di rupie vendendo i falchi. È da tenere presente che l&#8217;uccisione del falco dell&#8217;Amur è illegale ed è stata bandita dalle autorità già nel 2010.</p>
<p>Questa storia si è diffusa in maniera virale e la notizia si è sparsa in tutto il mondo scioccando molte persone. Sono state organizzate molte <strong><a title="petizioni" href="https://www.change.org/en-GB/petitions/please-stop-amur-falcon-massacre-in-nagaland-india" target="_blank">petizioni</a></strong> <strong><a title="online" href="https://www.justgiving.com/amurfalcon/" target="_blank">online</a></strong>. Siti web come quello del National Geographic <strong><a title="hanno dato risalto alla vicenda" href="http://newswatch.nationalgeographic.com/2012/11/03/migrating-amur-falcons-massacred-in-india-we-need-to-help-these-people-stop-doing-this/" target="_blank">hanno dato risalto alla vicenda</a></strong> e auspicato una soluzione globale.</p>
<p>Questo commento sintetizza il pensiero di molti: “<em>Le persone del luogo riprese da Conservation India mentre catturano, selezionano, affumicano e vendono  i falchi dell&#8217;Amur, non possono più compiere questa attività e fare tutto ciò per denaro e per scopi commerciali</em>.”</p>
<p><strong><a title="Birdlife International" href="http://www.birdlife.org/community/2012/11/help-required-to-end-hunting-massacre-in-nagaland-india/" target="_blank">Birdlife International</a></strong> scrive: “<em>La recente cattura e macellazione sembra aver avuto luogo in “scala industriale” e, a meno che queste attività non vengano bloccate, avrà sicuramente effetti devastanti, a livelli insostenibili, sulla popolazione globale dei volatili</em>.”</p>
<p>Il sito spiega inoltre quanto accaduto in seguito alla loro presa di posizione: &#8220;<em>Il Ministro (per l&#8217;ambiente e le foreste), Miss Jayanthi Natarajan è intervenuto personalmente e il Dipartimento Indiano e l&#8217;Amministrazione locale si sono mossi in fretta per distruggere le reti e rilasciare molti falchi ancora prigionieri. La vendita dei falchi è stata fermata e almeno una persona è stata già arrestata.”</em></p>
<p>I cacciatori del Nagaland, comunque, hanno ignorato il divieto per molti anni e tutto ciò potrebbe verificarsi nuovamente in futuro se il loro atteggiamento non dovesse cambiare radicalmente. Il Responsabile della Sorveglianza Forestale del Nagaland, Dimapur, <strong><a title="dichiara in un comunicato stampa" href="http://newsneteast.com/nagaland-wildlife-crimes-are-threatning-natural-resourses/" target="_blank">dichiara in un comunicato stampa</a></strong>: “<em>Recuperare e rilasciare i volatili dalle mani dei trasgressori non li ha scoraggiati ma anzi, si sono risentiti e ribellati per le misure adottate, continuando a compiere i loro crimini</em>.”</p>
<p>Nel comunicato stampa si parla inoltre della campagna di educazione e sensibilizzazione degli abitati dei villaggi e degli interessati come un corso d&#8217;azione futura.</p>
<p>Stando alle <strong><a title="ultime notizie" href="http://www.nagalandpost.com/ChannelNews/State/StateNews.aspx?news=TkVXUzEwMDAyNzk1Nw==-vVoe3LYmNbI=" target="_blank">ultime notizie</a></strong>, il Dipartimento di Stato per le foreste, l&#8217;ambiente, e la fauna selvatica ha ordinato agli Ufficiali Forestali Distrettuali di Mokokchung, Zunheboto e Wokha di bandire immediatamente l&#8217;uccisione e la catture del Falco dell&#8217;Amur.</p>
<p>Infine, <strong><a title="commento di Bogdan Draganescu in inglese" href="http://www.conservationindia.org/campaigns/amur-massacre?fb_comment_id=fbc_169862073153735_589779_179055282234414" target="_blank">Bogdan Draganescu</a></strong> commenta così il post di Conservation India: “<em>Solo perchè questi volatili sono numerosi e non sono sull&#8217;orlo dell&#8217;estinzione, non vuol dire che rappresentino cibo per gli esseri umani. Gli animali dovrebbero essere rispettati non solo individualmente ma anche come gruppi e società. Allo stesso modo, uno stormo di uccelli è un&#8217;entità vivente e il risultato dell&#8217;evoluzione della vita. È questo che dovremmo preservare e tutelare</em>.”</p>
<p>Questo articolo è stato originariamente pubblicato su <a title="Global Voices" href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/12/india-massacro-di-falchi-dellamur-nel-passaggio-verso-lafrica/" target="_blank">Global Voices</a>.<br />
Photo Credits: <a title="JustGiving" href="https://www.justgiving.com/" target="_blank">JustGiving</a></p>
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		<title>Villa Adriana fra Magnificenza e Degrado</title>
		<link>http://www.promoblog.it/ambiente/2012/12/27/villa-adriana-fra-magnificenza-e-degrado/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2012 11:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Melania Di Bella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<category><![CDATA[Patrimonio dell’Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[privazione delle ricchezze]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni su TripAdvisor]]></category>
		<category><![CDATA[Tivoli]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Adriana]]></category>

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		<description><![CDATA[Villa Adriana dichiarata Patrimonio dell’Unesco dal 1999 vive oggi uno stato di degrado ed abbandono. Continua la privazione delle sue ricchezze... <a href="http://www.promoblog.it/ambiente/2012/12/27/villa-adriana-fra-magnificenza-e-degrado/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Villa Adriana" src="http://blog.studenti.it/artutto/wp-content/uploads/2012/10/villa-adriana.jpg" alt="Villa Adriana" width="640" height="425" />Nonostante la stagione non sia la migliore per la visita, in questi giorni ho scoperto per la prima volta la domus dell’imperatore Adriano situata ai piedi di<span id="more-1164"></span> Tivoli, ed immersa in una posizione davvero invidiabile fra i monti tiburtini.</p>
<p>Dichiarata <strong>Patrimonio dell’Unesco</strong> dal 1999 con questa motivazione: «<em>Villa Adriana è un capolavoro che riunisce in maniera unica le forme più alte di espressione delle culture materiali dell&#8217;antico mondo mediterraneo. Lo studio dei monumenti che compongono la Villa Adriana ha svolto un ruolo decisivo nella scoperta degli elementi dell&#8217;architettura classica da parte degli architetti del Rinascimento e del Barocco. Essa ha, inoltre, profondamente influenzato un gran numero di architetti e disegnatori del XIX e del XX secolo.</em>»</p>
<p><strong>La dimora oggi è in uno stato di degrado ed abbandono.</strong></p>
<p>Alle 9 di mattina solo qualche turista americano è già in attesa dell’apertura delle casse, il biglietto costa € 8 (ricordiamo che al Louvre di Parigi il costo va dagli 11 ai 15 euro).<br />
Entriamo attraverso dei tornelli rotti che girano inoltre in senso inverso. Nessuna indicazione ci permette di capire dove dirigerci se non le indicazioni su richiesta ai giardinieri.</p>
<p>Ci inoltriamo su per una salita immersi nel verde degli ulivi e dopo circa 300 mt davanti ai nostri occhi si staglia un enorme muro di mattoncini rossi allineati con sapiente arte. Sono i resti del Pecile, un grandioso portico rettangolare circondato da giardini e con una grande piscina.</p>
<p>Inizia così la nostra visita: le tre esedre, le grandi terme, le piccole terme, il vestibolo, ad un certo punto girando un angolo inaspettatamente il Ninfeo, magnifico. La Villa comprende edifici residenziali, padiglioni, giardini, biblioteche, teatri. Occorre almeno un giorno intero per vederla tutta.</p>
<p>Straordinaria la ricchezza delle decorazioni architettoniche e scultoree della villa.<br />
Le spoliazioni di marmi, però sono avvenute già in età medioevale per reimpieghi di vario tipo, quasi tutti i principali musei e collezioni di Roma (musei vaticani, musei capitolini, museo nazionale romano, Quirinale) e del resto dell’Italia, nonché d’Europa, annoverano tra le loro opere esemplari provenienti da Villa Adriana.</p>
<p>Le pavimentazioni ed i mosaici sono in parte visibili, tanto basta per capire l’antica magnificenza degli arredi. Nel 700 e 800 i grandi nobili ed intellettuali stranieri durante il grand tour d’Italia visitavano la villa e sparavano addirittura agli stucchi per procurarsi qualche souvenir.</p>
<p>Dunque <strong>la privazione delle sue ricchezze è iniziata da molto tempo</strong>.</p>
<p>Non ci sono indicazioni sufficienti per raggiungere la frazione di Villa Adriana, tanto meno mezzi di trasporto pubblico. Né custodi a tutela di possibili malintenzionati. Basta guardare le <strong><a title="recensioni su TripAdvisor" href="http://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187792-d190136-Reviews-Hadrian_s_Villa_Villa_Adriana-Tivoli_Province_of_Rome_Lazio.html" target="_blank">recensioni su TripAdvisor</a></strong> nelle quali è sempre citata dai visitatori la scarsa manutenzione di questo bene comune. Inoltre solo lo scorso maggio è stata vinta la faticosa battaglia a contrasto della possibile apertura di una <strong>discarica a pochissimi metri dalla villa</strong>.</p>
<p style="text-align: center;">Leggi anche: <a title="Discarica Tivoli: in Pericolo l’Acqua di Roma e la Salute dei Cittadini" href="http://www.promoblog.it/ambiente/2011/11/15/discarica-tivoli-in-pericolo-lacqua-di-roma-e-la-salute-dei-cittadini/" target="_blank"><strong>Discarica Tivoli: in Pericolo l’Acqua di Roma e la Salute dei Cittadini</strong></a></p>
<p>A soli 300 mt da essa poi, è stato approvato durante gli anni 80 un progetto di lottizzazione di 120 mila cubi di cemento per la costruzione della residenza Tibur, senza rispettare la “buffer zone” imposta dall’Unesco e che prevede l’inedificabilità nelle vicinanze a tutela del monumento.</p>
<p>Anticamente la villa si estendeva per circa 200 ettari, oggi sono solo 40, i restanti addirittura in proprietà di privati. Facendo una piccola ricerca su Google ci sono alcuni siti di privati relativi alla villa, e solo alla fine della prima pagina il sito ufficiale del ministero beni culturali online solo da questa primavera.</p>
<p>Villa Adriana avrebbe bisogno oltre che di un’accurata manutenzione e di un degno restauro, anche di un’operazione di marketing mirata e rivolta all’estero. Non lasciamo che anche questa parte dell’immenso patrimonio artistico italiano resti dimenticata. È lì da 2000 anni resistendo alle intemperie del tempo.</p>
<p>Come ci ricorda la Yourcenar l’Imperatore di Roma nella costruzione della sua casa ha infuso il suo messaggio più importante e noi eredi dovremmo esserne i protettori “<em>Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo</em>”.</p>
<p>Di seguito le fotografie di Villa Adriana pubblicate su Twitter.</p>
<blockquote class="twitter-tweet tw-align-center" lang="it"><p>Sometimes, the <a href="https://twitter.com/search/%23ruin">#ruin</a> is exactly what one&#8217;s in the <a href="https://twitter.com/search/%23mood">#mood</a> for&#8230; <a href="https://twitter.com/search/%23canopus">#canopus</a> <a href="https://twitter.com/search/%23VillaAdriana">#VillaAdriana</a> <a href="https://twitter.com/search/%23sundown">#sundown</a> <a href="https://twitter.com/search/%23heterotopias">#heterotopias</a> <a title="http://twitter.com/DianaJSpencer/status/285132849294741505/photo/1" href="http://t.co/zhMgzNgm">twitter.com/DianaJSpencer/…</a></p>
<p>— Diana Spencer (@DianaJSpencer) <a href="https://twitter.com/DianaJSpencer/status/285132849294741505" data-datetime="2012-12-29T21:19:03+00:00">Dicembre 29, 2012</a></p></blockquote>
<blockquote class="twitter-tweet tw-align-center" lang="it"><p>RT @<a href="https://twitter.com/gab_verdini">gab_verdini</a> Coccetti&#8230; <a href="https://twitter.com/search/%23foto">#foto</a> <a href="https://twitter.com/search/%23iphoneograpy">#iphoneograpy</a> <a href="https://twitter.com/search/%23villaadriana">#villaadriana</a> <a title="http://twitter.com/gab_verdini/status/284610936302612480/photo/1" href="http://t.co/vOVCHPra">twitter.com/gab_verdini/st…</a> <a title="http://dlvr.it/2jP3rv" href="http://t.co/lRQCI1Bb">dlvr.it/2jP3rv</a></p>
<p>— Foto (@fotohash) <a href="https://twitter.com/fotohash/status/284613922852569088" data-datetime="2012-12-28T10:57:01+00:00">Dicembre 28, 2012</a></p></blockquote>
<p><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="//platform.twitter.com/widgets.js"></script></p>
<blockquote class="twitter-tweet tw-align-center" lang="it"><p>
<a href="https://twitter.com/search/%23tivoli">#tivoli</a> <a href="https://twitter.com/search/%23italy">#italy</a> <a href="https://twitter.com/search/%23italia">#italia</a> <a href="https://twitter.com/search/%23villaadriana">#villaadriana</a> <a href="https://twitter.com/search/%23ruins">#ruins</a> <a title="http://twitter.com/LauraAdiwasito/status/284320847982891009/photo/1" href="http://t.co/jN84Midl">twitter.com/LauraAdiwasito…</a></p>
<p>— Laura Adiwasito (@LauraAdiwasito) <a href="https://twitter.com/LauraAdiwasito/status/284320847982891009" data-datetime="2012-12-27T15:32:27+00:00">Dicembre 27, 2012</a>
</p></blockquote>
<p><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="//platform.twitter.com/widgets.js"></script></p>
<blockquote class="twitter-tweet tw-align-center" lang="it"><p>Villa Adriana <a href="https://twitter.com/search/%23villaadriana">#villaadriana</a> <a href="https://twitter.com/search/%23foto">#foto</a> <a href="https://twitter.com/search/%23iphoneograpy">#iphoneograpy</a> <a href="http://t.co/veGVvB6N" title="http://twitter.com/gab_verdini/status/284305694348439554/photo/1">twitter.com/gab_verdini/st…</a></p>
<p>&mdash; gabriele verdini (@gab_verdini) <a href="https://twitter.com/gab_verdini/status/284305694348439554" data-datetime="2012-12-27T14:32:14+00:00">Dicembre 27, 2012</a></p></blockquote>
<p><script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<blockquote class="twitter-tweet tw-align-center" lang="it"><p><a href="https://twitter.com/search/%23foto">#foto</a> <a href="https://twitter.com/search/%23villaadriana">#villaadriana</a> <a href="https://twitter.com/search/%23iphoneograpy">#iphoneograpy</a> <a href="http://t.co/sl9gtGKM" title="http://twitter.com/gab_verdini/status/284305732034260993/photo/1">twitter.com/gab_verdini/st…</a></p>
<p>&mdash; gabriele verdini (@gab_verdini) <a href="https://twitter.com/gab_verdini/status/284305732034260993" data-datetime="2012-12-27T14:32:23+00:00">Dicembre 27, 2012</a></p></blockquote>
<p><script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Photo Credits: <a title="BlogStudenti" href="http://blog.studenti.it" target="_blank">BlogStudenti</a></p>
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		<title>La Bioarchitettura delle Earthship di Michael Reynolds</title>
		<link>http://www.promoblog.it/ambiente/2012/12/26/la-bioarchitettura-delle-earthship-di-michael-reynolds/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Dec 2012 20:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Natali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consumo Critico]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Riciclo]]></category>
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		<category><![CDATA[uragano Katrina]]></category>
		<category><![CDATA[uragano Rita]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Earthship di Michael Reynolds sono costruite con terra, paglia, sabbia, legno e lattine in alluminio, pneumatici o bottiglie in vetro. <a href="http://www.promoblog.it/ambiente/2012/12/26/la-bioarchitettura-delle-earthship-di-michael-reynolds/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Earthship di Michael Reynolds " src="http://farm4.staticflickr.com/3084/2845252405_8d45ef0277_z.jpg" alt="Earthship di Michael Reynolds " width="320" height="213" />Realizzare abitazioni interamente ecosostenibili: è questo l’obiettivo dell’architetto Michael Reynolds, che da tempo effettua studi e sperimentazioni al <span id="more-1148"></span>riguardo. Con risultati originalissimi ed oltremodo creativi, le sue <strong><a title="Earthship" href="http://www.earthship.com/" target="_blank">Earthship</a></strong> sono strutture che utilizzano <strong>rifiuti reintegrati in nuove costruzioni</strong> e legati tra loro in maniera collaborante. Nella realizzazione della Casa Thumb, del 1972, vengono utilizzate lattine di birra legate tra loro a formare dei mattoni, fermati con colpi di mortaio ed intonacati.</p>
<p>In New Mexico, collaborando da oltre 40 anni con pionieri dell’abitare, l’architetto Micheal Reynolds ha potuto realizzare queste abitazioni, definite “<strong>navi della Terra</strong>” e disposte quasi tra le dune come se si trattasse di onde, che affiorano lievemente in superficie e poi si inabissano in enormi distese prive di alberi.</p>
<p>Si tratta di strutture organiche, realizzate per avere uno scambio continuo e costante con la natura e l’ambiente circostante, ma anche con l’uomo, che vi deve svolgere la funzione di abitarvi per mantenerle in condizioni di funzionalità.</p>
<p>Realizzate con <strong>materie prime tratte direttamente dalla natura come terra, paglia, sabbia, legno, o materiali riciclati di origine industriale</strong> come lattine in alluminio, pneumatici o bottiglie in vetro, le abitazioni sono del tutto indipendenti ed autosufficienti, e <strong>non necessitano di sistemi di riscaldamento</strong>, che avviene al loro interno grazie all’energia solare, o raffrescamento, dovuto invece alla traspirazione per mezzo della terra. L’acqua piovana è riutilizzata proficuamente per ottenere condizioni bioclimatiche adatte alla crescita di piante rigogliose anche in pieno deserto.</p>
<p>La <strong>parte strutturale è costituita da murature continue seminterrate</strong>, realizzate da sostanze da riciclare come pneumatici riempiti di sabbia, rivestiti con un intonaco di terra cruda, isolanti termici per la protezione della copertura e delle parti maggiormente esposte, vetri disposti a formare serre solari, orientate a Sud, in grado di trattenere il calore quando colpiti dalla radiazione solare, e rilasciarlo gradualmente nell’arco della giornata, <strong>mantenendo così una temperatura intorno ai 20°C</strong>.</p>
<p>La parte più bassa della muratura ed il pavimento sono disposte in diretto contatto col terreno, favorendo così il <strong>mantenimento di una temperatura di circa 14°C</strong>, costante grazie allo scambio continuo termoregolatore col suolo, raffrescandolo nella stagione calda e riscaldandolo in quella fredda.</p>
<p>I tetti di queste abitazioni sono conformati in modo tale da <strong>convogliare l’acqua piovana nelle cisterne di accumulo</strong>, dalle quali viene utilizzata per vari impieghi: per gli usi alimentari e sanitari; per irrigazione delle piante delle serre, ove avviene anche la fitodepurazione; per accumulo in fossa settica o fogna esterna.</p>
<p>Concepite da Reynolds non come semplici abitazioni, ma come <strong>una vera e propria scelta di vita</strong>, le Earthship recidono completamente qualsiasi legame di dipendenza dalle incertezze dell’economia locale o globale, integrandosi contemporaneamente con l’uomo e l’ambiente circostante, nel pieno rispetto del principio secondo cui <em>“ciò che contribuisce a migliorare il proprio ambiente rinforza costantemente la propria esistenza”. </em></p>
<p><strong>N</strong><strong>umerosi ostacoli hanno frenato le ricerche e le sperimentazioni dell’architetto americano</strong>, in particolare aspetti legati alla burocrazia ed alle legislazioni locali, impedendone una diffusione massiccia ed una piena approvazione con riconoscimento univoco per l’uso sociale e sostenibile: il Consiglio di Stato degli Architetti del New Mexico lo ha privato del suo titolo, dichiarando le strutture da lui realizzate illegali e non sicure.</p>
<p>Si è trattato di un duro colpo per la carriera di Reynolds, che ha deciso così di accettare di seguire i codici statali e federali: il titolo di architetto è stato ripristinato nel 2007 e le costruzioni già avviate sono state condotte a termine. Successivamente l&#8217;American Institute of Architects ha chiesto a Reynolds di tenere conferenze in Colorado sul suo metodo costruttivo.</p>
<p>A seguito della devastazione dello <strong>Tsunami abbattutosi in India e in Indonesia nel 2004</strong>, la sperimentazione sulle abitazioni bioclimatiche di Reynolds viene declinata come possibile soluzione per la condizione d’emergenza, in una zona dove solo 7.000 abitanti sono sopravvissuti alla forza della natura, scagliatasi contro quelli che originariamente erano 35.000 abitanti.</p>
<p>Nel 2005 l’architetto ha realizzato un progetto simile in Messico, dopo le devastazioni dell’uragano Rita. Nel 2010 Reynold ha iniziato il progetto per la <strong>ricostruzione di abitazioni ad Haiti</strong>, dopo la furia e le devastazioni del terremoto. Ad oggi ci sono oltre 3.000 abitazioni costruite a partire dal modello delle Earthship: per la maggior parte sono localizzate in New Mexico, ma ve ne sono anche a New Orleans, sorte dopo la furia dell’uragano Katrina.</p>
<p>Nel documentario “<em>Garbage warrior</em>” è raccontata la storia delle “Earthship Biotecture”, protette da copyright. <strong>La collaborazione e la solidarietà vicendevole divengono motore di azioni straordinarie</strong>, volte alla salvaguardia dell’uomo e del pianeta, attraverso una integrazione di intenti e sussidiarietà reciproca.</p>
<p>Photo Credits: <a title="R0Ng" href="http://www.flickr.com/people/ronguillen/" target="_blank">R0Ng</a><br />
Questo articolo è stato originariamente pubblicato su <a title="Architettura ed Ecosostenibilità" href="http://www.architetturaecosostenibile.it/architettura/nel-mondo/abitazioni-emergenza-lattine-pneumatici-earthship-michael-reynolds-095.html" target="_blank">Architettura ed Ecosostenibilità</a>.</p>
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		</item>
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		<title>Campagna di Co-Produzione di Green Lies: Fai un Regalo al Pianeta!</title>
		<link>http://www.promoblog.it/ambiente/2012/12/21/campagna-di-co-produzione-di-green-lies-fai-un-regalo-al-pianeta/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Dec 2012 18:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Riccini Margarucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia Eolica]]></category>
		<category><![CDATA[Impatto Ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[documentario di inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[Green Lies]]></category>
		<category><![CDATA[Greenwashing]]></category>

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		<description><![CDATA[Green Lies è il nuovo documentario di inchiesta sulle contraddizioni legate alla produzione di energia cosiddetta verde <a href="http://www.promoblog.it/ambiente/2012/12/21/campagna-di-co-produzione-di-green-lies-fai-un-regalo-al-pianeta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Backstage Eolico" src="http://www.greenlies.it/images/geotermia/6.jpg" alt="Backstage Eolico" width="640" height="400" /><strong>Green Lies</strong> è il nuovo documentario di inchiesta sulle contraddizioni legate alla produzione della cosiddetta energia verde<span id="more-1142"></span>, prodotto da <strong><a title="SMK Videofactory" href="http://www.smkvideofactory.com/" target="_blank">SMK Videofactory</a></strong> in collaborazione con il <strong>C</strong>entro <strong>D</strong>ocumentazione <strong>C</strong>onflitti <strong>A</strong>mbientali (<strong><a title="CDCA" href="http://www.cdca.it/" target="_blank">CDCA</a></strong>) di Roma.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è condurre un’indagine sugli aspetti meno chiari e spesso poco trasparenti che stanno dietro alla nuova frontiera della green economy. Dal cd “<strong>Greenwashing</strong>” alla finanziarizzazione dell’impatto ambientale, tanti sono i prismi che utilizzeremo nel tentativo di problematizzare questo nuovo modello economico, attraverso l’analisi di casi specifici.<br />
Racconteremo quattro storie legate alla produzione di energia eolica, solare, geotermica e da biomasse.</p>
<p>Vi invitiamo a sostenere il progetto, a informarvi e a diffonderlo visitando il nuovissimo sito della serie: <strong><a title="www.greenlies.it" href="http://www.greenlies.it/" target="_blank">www.greenlies.it</a></strong>.</p>
<p><strong>Perché Green Lies</strong>:</p>
<ul>
<li>Per aprire<span style="line-height: 24px;"> nel settore cinematografico</span> un dibattito in Italia sulle nuove fonti energetiche, non per rifiutarle a priori, ma per analizzare specificatamente tutti i vantaggi e gli impatti negativi sui territori locali.</li>
<li>Per difendere il principio di precauzione e la partecipazione delle persone nelle scelte che han ricadute sul territorio.</li>
<li>Perché un&#8217;inchiesta è necessaria per analizzare i dati e contemporaneamente dare spazio alla voce dei comitati locali e a chi si oppone alle speculazioni economiche sulla pelle dei cittadini</li>
</ul>
<p><strong>Come Green Lies produrrà il film</strong>:</p>
<p>Il film verrà prodotto tramite una campagna in rete di raccolta sottoscrizioni e donazioni, attraverso i nuovi modelli di crowfunding. In altre parole non avremo un produttore cinematografico, ma i nostri produttori saranno i sostenitori stessi del progetto.</p>
<p><strong>Perché <strong>Green Lies </strong>sceglie questo metodo</strong>:</p>
<ul>
<li>Perché essere indipendenti dalle logiche del mercato cinematografico.</li>
<li>Perché dare visibilità e testimonianza a storie che altrimenti non sarebbero raccontate.</li>
<li>Per dare sostegno alla logica delle reti di sostenitori e i meccanismi virtuosi che essa produce.</li>
<li>Perché la conoscenza e le informazioni servono a ben poco senza meccanismi di condivisione sia nella fase di creazione che in quella di diffusione.</li>
<li>Perché credono che licenziare il film in Creative Commons sia la logica conseguenza di tutto questo.</li>
</ul>
<p><strong><strong>Green Lies ha</strong> bisogno del vostro aiuto e sostegno</strong>.</p>
<p>Se credi che il progetto del film sia importante puoi aiutare Green Lies in diversi modi:</p>
<p><strong>a</strong> &#8211; Sostenendo tu stesso il film direttamente dai seguenti link:</p>
<ul>
<li><strong><a title="Green Lies" href="http://www.greenlies.it/" target="_blank">Green Lies</a></strong></li>
<li><strong><a title="ProduzioniDalBasso" href="http://www.produzionidalbasso.com/pdb_1668.html" target="_blank">ProduzioniDalBasso</a></strong></li>
</ul>
<p><strong>b</strong> &#8211; Attivandoti personalmente tra gli amici e conoscenti per raccogliere quote e donazioni da farci poi pervenire e condividento tra i tuoi contatti in rete i link qui sopra citati<br />
<strong>c</strong> &#8211; Dandoci la possibilità di presentare il progetto in eventi pubblici da te organizzati tramite banchetto o presentazione tramite dibattito pubblico</p>
<p>L’indipendenza delle nostre inchieste è un valore fondamentale. Non sottovalutare questo meccanismo perché ogni piccolo aiuto o sostegno può fare davvero la differenza e aiutarci concretamente a portare il film a termine.</p>
<p><strong>Info e contatti</strong>:<br />
Lucie Greyl<br />
<a title="redazione@cdca.it" href="mailto:redazione@cdca.it" target="_blank">redazione@cdca.it</a><br />
<a title="www.cdca.it" href="http://www.cdca.it" target="_blank">www.cdca.it</a></p>
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		<item>
		<title>Sì dell&#8217;UE a EuroVelo e alla Rete Europea di Piste Ciclabili</title>
		<link>http://www.promoblog.it/ambiente/2012/12/19/si-dellue-a-eurovelo-e-alla-rete-europea-di-piste-ciclabili/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 15:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Riccini Margarucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biciclette]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di Vita Sostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[ciclisti]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione per i Trasporti e il Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[EuroVelo]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi ciclabili europei]]></category>
		<category><![CDATA[piste ciclabili]]></category>
		<category><![CDATA[rete europea]]></category>
		<category><![CDATA[TENT-T]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.promoblog.it/ambiente/?p=1135</guid>
		<description><![CDATA[Si dell'UE ha progetto EuroVelo delle reti infrastrutturali trans-europee che sblocca i finanziamenti saranno investiti in piste ciclabili. <a href="http://www.promoblog.it/ambiente/2012/12/19/si-dellue-a-eurovelo-e-alla-rete-europea-di-piste-ciclabili/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Sì dell'UE a EuroVelo e alla rete europea di piste ciclabili. Foto di mamma con figlio in bicicletta." src="http://farm7.staticflickr.com/6091/6217733882_003a65075f_z.jpg" alt="Sì dell'UE a EuroVelo e alla rete europea di piste ciclabili. Foto di mamma con figlio in bicicletta." width="640" height="426" />Quella di oggi è una giornata storica per tutti i ciclisti dell’Unione Europea poiché gli europarlamentari della Commissione per i Trasporti e il Turismo hanno detto sì all’inclusione di<span id="more-1135"></span> <strong><a title="EuroVelo" href="http://www.eurovelo.org/" target="_blank">EuroVelo</a></strong>, che raccoglie tutti i percorsi ciclabili appartenenti alla rete europea di media-corta e lunga percorrenza, all’interno delle reti infrastrutturali trans-europee, ossia le <strong><a title="TENT-T" href="http://ec.europa.eu/transport/themes/infrastructure/index_en.htm" target="_blank">TENT-T</a></strong>.</p>
<p>Questo è un voto importantissimo che spalanca finalmente le porte ad una pioggia di miliardi in finanziamenti che saranno investiti nelle infrastrutture ciclabili in tutti gli stati membri.</p>
<p>Dopo un anno di campagne di sensibilizzazione e azioni promosse e sostenute dalla Federazione Europea dei Ciclisti e dalla FIAB, nonché dagli stessi cittadini e dagli organismi non governativi, la decisione di aprire all’istituzione di un vero e proprio piano di finanziamento per i percorsi ciclabili europei suona come una vittoria – importantissima quanto inaspettata – visto che quasi tutti davano per scontata la bocciatura del programma Eurovelo.</p>
<p style="text-align: center;">Leggi anche: <strong><a title="Pedalare 5-6 Mesi per Ripagare la Bicicletta Elettrica" href="http://www.promoblog.it/ambiente/2012/08/28/pedalare-5-6-mesi-per-ripagare-la-bicicletta-elettrica/" target="_blank">Pedalare 5-6 Mesi per Ripagare la Bicicletta Elettrica</a></strong></p>
<p>Proprio in previsione di questa disapprovazione, le federazioni ciclistiche dei singoli stati si erano date un gran da fare per esortare i cittadini ad esercitare pressione sugli europarlamentari con l’invio di una mail che incitasse a porre la giusta attenzione su quei 100 milioni di ciclisti europei in attesa di infrastrutture adeguate e di politiche attente al tema della mobilità ‘leggera’.</p>
<p>Tutti questi sforzi sono stati ampiamente ricompensati visto che, con il voto odierno, la bicicletta sarà finalmente riconosciuta come importante mezzo di trasporto scelto da un numero sempre maggiore di cittadini. In Italia, le regole di finanziamento dei progetti infrastrutturali della rete TEN-T e delle reti connesse ad Eurovelo interesseranno 6.600 km di piste e percorsi ciclabili.</p>
<p>Un bell’inizio, che pensiamo possa aprire le porte ad un percorso di crescita sostenibile quanto mai necessario.</p>
<p>Fonte: <a title="TuttoGreen" href="http://www.tuttogreen.it/" target="_blank">TuttoGreen</a><br />
Photo Credits: <a title="Planetgordon.com" href="http://www.promoblog.it/ambiente/2012/12/16/rifiuti-2-8-miliardi-di-euro-buttati-in-discarica/" target="_blank">Planetgordon.com</a></p>
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